Le ristrutturazione societarie ragionevoli non sono elusive

Le ristrutturazione societarie ragionevoli non sono elusive

Il carattere elusivo, sotto il profilo fiscale, di una determinata operazione, nel fondarsi normativamente sul difetto di valide ragioni economiche e sul conseguimento di un indebito vantaggio fiscale, presuppone l’esistenza di un adeguato strumento giuridico che, pur se alternativo a quello scelto dal contribuente, sia comunque funzionale al raggiungimento dell’obiettivo economico perseguito dal contribuente medesimo; conseguentemente, la cautela, che deve guidare l’applicazione del principio, deve essere massima quando non si tratti di operazioni finanziarie, di artificioso frazionamento di contratti o di anomale interposizioni di soggetti, ma di ristrutturazioni societarie, soprattutto quando le stesse avvengono nell’ambito di grandi gruppi d’imprese, dovendo, in questi ultimi casi, essere indagato se vi siano manipolazioni ed alterazioni di schemi negoziali classici, considerate irragionevoli in una normale logica di mercato e se vi sia reale fungibilità con le soluzioni prospettate da fisco (cfr. sentenza n.438/15). – Cassazione – sentenza n.6226 – 16 gennaio 2105 – 27 marzo 2015