Interessi passivi sempre inerenti

Interessi passivi sempre inerenti

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.21467 del 10 ottobre 2014 ha affermato che ai fini della determinazione del reddito di impresa, gli interessi passivi, a mente dell’art.75, co.5 Tuir (ora 109) a differenza della precedente normativa contenuta nell’art.74 d.P.R. n.597/73, sono sempre deducibili, anche se nei limiti della disciplina dettata dall’art.63 (ora art.96) che indica misura e modalità di calcolo degli interessi passivi deducibili in via generale, senza che sia necessario operare alcun giudizio di inerenza. In particolare, resta precluso, tanto all’imprenditore quanto all’Amministrazione finanziaria, dimostrare che gli interessi passivi afferiscono a finanziamenti contratti per la produzione di specifici ricavi, dovendo invece essere correlati all’intera attività dell’impresa esercitata. Gli interessi passivi, infatti, sono oneri generati dalla funzione finanziaria che afferiscono all’impresa nel suo essere e progredire, e dunque non possono essere specificatamente riferiti a una particolare gestione aziendale o ritenuti accessori a un particolare costo (cfr sentenze n.10501/14, n.12246/10, n.9380/09, n.1465/09, n.22034/06 e n.14702/01).