Diramate le linee guida per gli accertamenti per il periodo di imposta 2014

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Diramate le linee guida per gli accertamenti per il periodo di imposta 2014

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L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n.25/E del 7 agosto 2014 ha delineato le linee guida che gli Uffici devono seguire nell’attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale per il periodo di imposta 2014. Le principali direttrici di carattere generale fornite per orientare l’attività di verifica possono essere sintetizzate nei seguenti punti:

  • privilegiare i controlli dai quali possono emergere maggiori imposte accertabili, a scapito di quelle meno significative o che comportano violazioni di natura esclusivamente formale;
  • “lavorare” le annualità più recenti per rendere più proficua l’attività di riscossione;
  • favorire ulteriormente la definizione della pretesa tributaria da parte dei contribuenti attraverso gli istituti deflattivi del contenzioso;
  • fare ricorso in modo “attento” agli strumenti di ricostruzione presuntiva del reddito;
  • concentrare i controlli sui settori economici a più alto rischio e su quelli che hanno avuto una minor inciden-za di verifiche negli anni precedenti.

Le indicazioni operative sono differenziate in relazione alle diverse tipologie di contribuenti. Con riferimento alle imprese di medie dimensioni, se queste fanno parte di gruppi societari, la Direzione Regionale è chiamata a coordinare l’attività di controllo da parte degli uffici. Per piccole imprese e lavoratori autonomi, la pianificazione dei controlli da porre in essere nel corso del 2014 deve essere basata su un’analisi del rischio effettuata con gli specifici applicativi e le liste delle posizioni trasmesse agli uffici. Per gli studi di settore viene evidenziato come questi, più che come “autonomo” strumento accertativo, devono essere utilizzati principalmente come strumento di selezione per ulteriori attività di controllo; viene poi ribadita la valenza degli accessi brevi per intercettare situazioni di non fedele compilazione dei dati. Nell’ambito degli enti non commerciali, massima attenzione naturalmente rivolta a “smascherare” i soggetti soltanto apparentemente non profit, ma anche in questo caso con un invito alla prudenza nei confronti degli uffici: quello di evitare di perseguire situazioni in cui l’attività istituzionale abbia evidente rilievo sociale (vengono fatti al riguardo gli esempi degli enti che fanno formazione sportiva per i giovani o assistenza agli anziani o ai soggetti svantaggiati).

Per le persone fisiche lo strumento di controllo “principe” sarà il redditometro, che “beneficerà” del nuovo applicativo informatico “VE.R.DI.” per l’analisi di rischio e la determinazione sintetica del reddito. L’applicativo, per ammissione della stessa Agenzia, è “perfettibile” e quindi deve essere utilizzato con attenzione. Viene sottolineata l’importanza di un’accurata selezione dei contribuenti da accertare, concentrando l’atten-zione soltanto sui soggetti che evidenziano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa dimostrata.