17 Set Compensazione indebita, sequestro per l’amministratore anche se il fatto è del commercialista
La Corte di Cassazione, Sez. III penale, con la sentenza numero 37846 del 16 settembre 2014 ha affermato che è legittimo il sequestro per equivalente dei beni dell’amministratore anche quando le indebite compensazioni sono state eseguite dal commercialista. Nel caso di specie una società aveva compensato crediti IRES inesistenti con debiti tributari e contributivi mediante la presentazione di modelli F24 attraverso il proprio commercialista. Le somme compensate superavano la soglia di punibilità configurandosi così il reato di cui all’art.10 quater del D. Lgs. 73/2000, secondo il quale è punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque versa somme dovute utilizzando in compensazione crediti non spettanti o inesistenti per un ammontare superiore a 50.000 euro.
La Corte aveva verificato che l’amministrare fosse a conoscenza della commissione del reato da parte del professionista, pertanto, era legittimo il sequestro per equivalente operato sui suoi beni.