Solo il 3,5% delle imprese dispone di «adeguati assetti»: cresce l’allarme dei professionisti

Solo il 3,5% delle imprese dispone di «adeguati assetti»: cresce l’allarme dei professionisti

Solo il 3,5% delle imprese italiane ha implementato assetti organizzativi e sistemi di controllo conformi alle previsioni del Codice della crisi d’impresa. Un dato preoccupante, emerso durante l’incontro tenutosi ieri presso la sede dell’Associazione Concorsualisti Milano (ACM), al quale hanno partecipato professionisti di diversi ordini milanesi, magistrati delle sezioni specializzate e avvocati.

Negli ultimi anni la giurisprudenza ha chiarito che, in caso di crisi e successivo fallimento, la mancanza di adeguati assetti può comportare responsabilità dirette per amministratori e sindaci. La corretta organizzazione aziendale, infatti, non è solo un obbligo normativo, ma lo strumento indispensabile per prendere decisioni consapevoli e tempestive, prevenendo situazioni di squilibrio finanziario o gestionale.

Durante l’incontro, l’ACM ha evidenziato come molte imprese non siano ancora consapevoli della portata dei nuovi obblighi e della necessità di predisporre modelli organizzativi, sistemi di controllo interno e meccanismi di monitoraggio capaci di intercettare tempestivamente segnali di crisi. La sensibilizzazione di imprenditori e professionisti diventa quindi una priorità, anche alla luce delle possibili conseguenze in termini di responsabilità patrimoniale e reputazionale.

L’appuntamento milanese ha ribadito che l’adozione di assetti adeguati non rappresenta un adempimento formale, ma un fattore strategico per la continuità aziendale e per una gestione più consapevole e sostenibile dell’impresa.