11 Ott Cassazione: il costo della consulenza per essere deducibile deve essere congruo e inerente
La prova dell’inerenza, della coerenza e della congruità dei costi sostenuti incombe sul contribuente. Nel caso in esame l’Agenzia delle Entrate aveva spiccato un avviso di accertamento nei confronti di una società con cui riprendeva a tassazione costi relativi a attività di consulenza ritenuti indeducibili per difetto di inerenza. La Commissione Tributaria Regionale annullava l’avviso di accertamento sostenendo che, pur non essendo descritta in modo esaustivo in fattura la natura della consulenza svolta, le prestazioni di consulenza erano state svolte in ottemperanza a un contratto e avevano indotto un elevato aumento di fatturato. L’Ufficio ricorre per Cassazione che, con la sentenza n. 21184 dell’ 8 ottobre 2014, accoglie il ricorso. I giudici di legittimità ricordano che “i costi, per essere ammessi in deduzione quali componenti negativi del reddito di impresa, debbono soddisfare i principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità”. E in particolare “deve essere comprovata l’inerenza, vale a dire che si tratti di spesa che si riferisce ad attività da cui derivano ricavi o proventi che concorrono a formare il reddito di impresa”.