27 Mag Contributi a fondo perduto per le startup innovative
Acquisto di servizi innovativi e investimenti nel capitale di rischio. Sono due le forme di aiuto contenute nell’incentivo Smart money, appena attivato dal ministero dello Sviluppo economico e gestito da Invitalia. A partire dalle 12 del 24 giugno, tra poco meno di un mese, sarà possibile presentare domanda attraverso la piattaforma online.
Facilitato l’incontro tra startup innovative e la rete degli incubatori e degli altri soggetti abilitati, come innovation hub e organismi di ricerca.
Le startup innovative:
- costituite da meno di 24 mesi;
- iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese;
- con sede in Italia;
- di piccole dimensioni
- nella fase di avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea di impresa op in fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizi
che intendano sfruttare servizi specialistici e il know-how dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione, per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi al lancio sul mercato, possono fruire, da un lato,
contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. (i servizi ammissibili possono riguardare: la consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto, la gestione della proprietà intellettuale, il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale, lo sviluppo e lo scouting di tecnologie, la prototipazione, i lavori preparatori per campagne di crowfunding. Sono ammissibili anche i servizi di incubazione, come l’affitto dello spazio fisico e i servizi accessori di connessione e le attività di networking. Questa agevolazione prevede un contributo a fondo perduto per un importo massimo di 10mila euro, a copertura fino all’80% delle spese ammissibili. Si può presentare richiesta per le spese da sostenere dopo la domanda di agevolazione e nei 18 mesi successivi all’ammissione.
sostegno per le startup innovative che completeranno il piano di attività ammesso con la prima linea di intervento. Possono, infatti, richiedere un ulteriore contributo a fondo perduto se hanno ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angel per finanziare i loro piani di sviluppo.
Per ottenere il contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10mila euro, non raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi. Per questa linea di intervento è previsto un altro contributo a fondo perduto pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite complessivo di 30mila euro.